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Intervista ad Anita Camarella e Davide Facchini

Musica in Corso 2020 Web Version le interviste agli artisti



Perché avete accettato l'invito a contribuire al concerto di domenica 12 aprile?

Non vorremmo essere banali nel dire che la musica unisce le persone, ma è proprio così! Durante questo periodo terribile la tecnologia, internet e i social network sono l’unico modo per non restare isolati e molti musicisti stanno collaborando a distanza creando bellissime iniziative. Il concerto di Domenica è un’iniziativa con un eccellente motivazione!

C'è una relazione tra la bellezza della vostra musica e quella possibile che si vive una associazione come AGRES?

La musica ha un forte valore sociale e svolge, o meglio dovrebbe svolgere, un ruolo fondamentale nella società, esattamente come le associazioni come AGRES. Tutto questo dovrebbe essere maggiormente valorizzato e in qualche modo protetto dalle istituzioni.
Ecco perciò che la bellezza della musica - non solo della nostra - non può che essere paragonata alla bellezza della condivisione, dell’altruismo, della vicinanza, dell’abbattimento delle barriere che si può vivere in un’associazione come AGRES.

 Un uomo si qualifica più per le domande che si fa che per le risposte che dà. Che domanda inespressa c'è in chi fa musica e quale in chi viene per ascoltarvi?

Per quanto ci riguarda credo che una delle domande che si può porre un musicista possa essere: “Come posso dare il mio contributo affinché la mia musica possa rappresentare un piccolo semino di positività e di bellezza in più nel mondo?”. Per quanto riguarda chi ci ascolta non saprei dire… c’è sempre tanta curiosità e interesse di fondo: speriamo solo di riuscire a dare una degna risposta alle loro domande inespresse!

La ricerca autentica è quella che non conosce già quello che troverà. Cosa si può trovare di inaspettato componendo musica ed eseguendola davanti al pubblico?

Dal punto di vista musicale siamo sempre alla ricerca di qualcosa e questo aspetto della musica ci affascina sempre, ci porta ad esplorare o ci riporta indietro nel tempo per trovare o ritrovare nuovi spunti. Questo è il nostro modo di affrontare la vita, un grande rispetto per la tradizione con uno sguardo al futuro arricchito dal nostro punto di vista.

Abbiamo sempre composto musica, ma solo di recente abbiamo inciso un album contenente esclusivamente materiale originale, proponendolo anche dal vivo. E’ una sensazione nuova, è un po’ come raccontare qualcosa di personale alle persone: il pubblico lo percepisce e questo aggiunge un valore aggiunto al nostro lavoro.

Lo Swing italiano è un genere che richiama un'epoca. Perché piace ancora oggi? Cosa evoca nel pubblico questo sound?

Lo Swing nasce in un periodo difficile, a cavallo della Seconda Guerra Mondiale e con il suo ritmo conquista il mondo intero. E’ una musica che continua a far battere il piede e far ballare e come notiamo sempre ai nostri concerti, conquista davvero tutte le generazioni. Queste sonorità “vintage” come si dice oggi, evocano senza ombra di dubbio un pensiero positivo nelle persone.

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