Concerto di Primavera

"Il pianoforte descrittivo"
Concerto per solo pianoforte del M° Claudio Zampetti

 

Eccezionale concerto del pianista M° Claudio Zampetti per festeggiare insieme la primavera nonostante il corona virus
Prodotto da: Associazione Officine Musicali APS nel contesto del progetto: Buonevibrazioni

DOMENICA 17 MAGGIO – ORE 16:30
CANALE YOUTUBE OFFICINE MUSICALI APS
L'evento verrà trasmesso anche da Radio Orizzonti FM 88 e digitale terrestre canale 880 (Lombardia)

 

Il Maestro Claudio Zampetti, molto noto e amato dal pubblico e dai suoi concittadini di Saronno (VA), ci fa regalo di un concerto per solo pianoforte sulle note e gli spartiti di Liszt e Schumann. Il programma è il seguente:

  • R. Schumann: “Slancio” (dai Phantasiestücke op.12)
  • F. Liszt: “Le Rossignol”
  • F. Liszt: “Tormenta di neve”
  • F. Liszt: “Sonetto 47 del Petrarca”
  • F. Liszt: “Dopo una lettura di Dante” (da Années de    Pèlerinage)

I cinque pezzi musicali godono della proprietà di essere godibili a tutti i livelli di comprensione della tecnica compositiva e interpretativa musicale essendo molto tecnici ma anche oriecchiabili.

La musica per pianoforte di Schumann fu un'apparizione meravigliosamente nuova nel mondo musicale del 1830. La ventina di raccolte di brevi pezzi pianistici che videro la luce tra il 1830 e il 1839, tra cui Slancio,  erano completamente diverse da quello che gli altri musicisti scrivevano allora, per la febbrile concisione, il profilo frastagliato ma netto e quasi tagliente, gli improvvisi e fugaci cambiamenti di ritmo, la contrapposizione di slanci e di ripiegamenti, il libero phantasieren che procede senza preoccuparsi dei collegamenti logici, la pervasiva presenza d'un contrappunto personalissimo che commenta e arricchisce l'idea melodica basilare, i passaggi repentini da uno stato d'animo ad un altro, di volta in volta appassionato o ironico, sognante o impetuoso: tutto questo fa apparire la sua musica il linguaggio d'una sensibilità superiore, d'un poeta romantico che preferisce esprimersi col suono piuttosto che con le parole.

Nel  1842  Liszt  scrisse  il  brano  pianistico  intitolato Le  Rossignol,  traendo  ispirazione da  una melodia tipica della tradizione russa. La composizione lisztiana è ripresa da una canzone del compositore russo Alexander Alexandrovich Alabieff e costituisce un dittico à la russe insieme ad un’altra trascrizione, la Chanson bohémienne, ripresa da Piotr Petrovich Boulakhov. Le Rossignol è caratterizzato da cenni di quel tipico tratto lisztiano, il virtuosismo funambolico, che ne pervade la deliziosa quanto semplice melodia. Il brano si avvia in maniera gentile e delicata, soave, con un tintinnare nel registro acuto del pianoforte. Il  tintinnio si sviluppa  e  contamina  il  tessuto  musicale  fino ad  imporsi  come elemento virtuosistico, sovrapposto al tema principale.  Il  tema  principale dell’Usignolo, tipicamente  romantico,  è  seguito da  un  secondo  tema vivacissimo che, per il modo in cui viene trattato da Liszt, sembra occhieggiare alcune Rapsodie Ungheresi, con la loro componente esotica e popolareggiante. Si  ritorna  quindi  alla  melodia  lenta dell’inizio,  che  ora ha  assunto un  carattere  più  stabile  e sonoro, ma  la  chiusura  non  può  essere  che  una  celebrazione dell’usignolo,  ed  ecco  che  la melodia fugge via svolazzando e scomparendo, pianissimo. 

Tormenta di neve, è uno studio di difficoltà tecnica elevatissima e che fa realmente onore al termine trascendentale; infatti, la perfetta resa della sua caratteristica più evidente, cioè il tremolo (in entrambe le mani) che caratterizza il brano dall'inizio alla fine, e inoltre dei continui salti e delle vertiginose doppie scale cromatiche si può raggiungere solo con una tecnica superiore, trascendentale. Il brano presenta un mesto canto in evidenza, dall'inizio alla fine, ottenuto da note (spesso ottave) marcate dalla mano destra, spesso con continui salti, mentre le altre dita di entrambe le mani creano, con infinite variazioni nell'utilizzo della tecnica del tremolo (note singole, bicordi, accordi di tre note etc.), un sottofondo sonoro continuo, nel quale le note si fondono, che rappresenta il sibilare del vento e della neve sotto un opprimente cielo. Alcune vertiginose e lunghe scale cromatiche, verso la fine, rappresentano folate improvvise di forte vento. 

Il Sonetto 47 del Petrarca è contenuto nei famosi Années de pèlerinage che è una serie di tre suites per piano solo composte da Franz Liszt. E’ ampiamente considerato un capolavoro, uno dei vertici nello stile musicale di Liszt. Il titolo Années de pèlerinage è una citazione del romanzo di formazione di Goethe, Gli anni di pellegrinaggio di Wilhelm Meister. Con questa scelta, Liszt situa idealmente il proprio lavoro nella letteratura romantica del suo tempo, premettendo a una parte dei pezzi con un passaggio letterario tratto da scrittori come Friedrich Schiller e George Gordon Byron. Il dodicesimo degli Anni di pellegrinaggio è dedicato all’Italia, La suite fu composta tra il 1837 e il 1849. I pezzi da 4 a 6 sono una riscrittura di Tre sonetti del Petrarca, composti tra il 1839 e il 1846 e pubblicati in quest'ultimo anno. Le liriche del grande poeta italiano offrono al famoso virtuoso della tastiera ed abile compositore la possibilità di esprimere, accompagnare, riassumere le emozioni e le riflessioni che la parola suggerisce, dando risalto attraverso i suoni all'intensità espressiva dei mirabili versi. Nel primo Sonetto, il pianoforte alterna accenti drammatici a momenti dolci e appassionati mentre la voce fa sentire il suo canto disperato con richiami all'arte operistica e varie impennate virtuosistiche. Il secondo Sonetto ha tono e andamento di preghiera, mentre il Terzo, che si libra su un canto alato e gentile, è introdotto da una dolcissima melodia del pianoforte. Va comunque rilevato che in tutte e tre le liriche questo strumento assume rispetto alla voce un ruolo di vero e proprio partner.

Dopo una lettura di Dante è una sonata in un movimento, composta da Franz Liszt nel 1849. L'opera è ispirata alla Divina Commedia di Dante Alighieri. È stata pubblicata per la prima volta nel 1856 e viene considerata uno dei brani più difficili del repertorio pianistico. Il pezzo è diviso in due temi principali. Il primo, in Re minore, rappresenta il lamento delle anime all'inferno. La tonalità di Re minore in musica viene associata alla morte, viene infatti utilizzato da Liszt anche nel Totentanz. Il secondo tema è un corale in Fa diesis maggiore che rappresenta la gioia delle anime beate.

Il M° Claudio Zampetti, diplomato in Pianoforte presso il Conservatorio di Milano ha successivamente conseguito il Diploma in Composizione presso il Conservatorio  di Como.

Con il fratello Sergio, flautista, ha tenuto numerosi concerti in Italia, Francia, Svizzera, Germania, Polonia, Turchia e Stati Uniti; di particolare importanza, nel 2004, il recital per flauto e pianoforte alla Carnegie Hall di New York. Ha inciso per la “Phoenix”,  per la “City record” e per “La Bottega Discantica”.

Angelo Leva 

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